• Parola di...

Massimo Spattini

Medico nutrizionista e campione di body building, ci spiega perchè la misurazione di questi parametri è diventata indispensabile.

Mi è stato chiesto di portare una testimonianza sulla strumentazione Inbody e ho accettato con piacere in quanto questo strumento si è rivelato per me particolarmente utile. Premetto che la mia non sarà una trattazione tecnica che lascio agli esperti di impedenziometria ma avrà un taglio pratico e aneddotico.

Il mio lavoro come specialista in Scienze dell’Alimentazione e Medicina dello Sport ed occupandomi anche di Medicina Antiaging e Medicina Funzionale tiene molto in considerazione il fatto di avere un ottimale rapporto massa grassa/massa magra per le sue molteplici valenze sia estetiche, che performanti, che funzionali, che antinfiammatorie. Ho sempre privilegiato la plicometria, soprattutto per l’approccio estetico in quanto mi dava un’idea specifica delle adiposità localizzate essendo io tra l’altro il fondatore di una metodologia la DietaCOM che prevede la biotipizzazione dell’individuo in base alla sua prevalente specifica localizzazione del grasso corporeo e la possibilità di intervento con diete finalizzate a influire sulle secrezioni ormonali e allenamenti target per dimagrire in maniera localizzata. Ovviamente la plicometria si presta meglio alla verifica di questo metodo piuttosto che l’impedenziometria che io ho sempre ritenuto prevalentemente, scusate la banalizzazione, un “acquametro”. Senz’altro molto utile nell’ottica anche delle valutazioni della funzionalità cellulare e dei tessuti, ma meno per la valutazione del grasso corporeo e meno che mai distrettuale.

Svariati anni fa ho acquistato una InBody 720 che essendo in grado di dare indicazioni anche sul grasso distrettuale in arti superiori, tronco, arti inferiori, mi da un’indicazione del morfotipo indicando se è più sviluppato nella parte superiore o inferiore, che equivale praticamente ad androide o ginoide e, inoltre, da anche l’indicazione della quantità di grasso viscerale. Ovviamente per me questi dati sono un ulteriore supporto alla diagnosi del morfotipo che io faccio per adottare la metodologia DietaCOM. La comparazione tra plicometria e impedenziometria con la strumentazione InBody 720 mi ha permesso anche di verificare delle conclusioni alle quali io ero già arrivato tramite i miei studi e le applicazioni del metodo “DietaCOM e il dimagrimento localizzato”.

Veniamo al punto, io sostengo che il dimagrimento a livello sottocutaneo possa essere enfatizzato da uno stimolo circolatorio a livello della vascolarizzazione del tessuto adiposo sovrastante all’area muscolare che in seguito alla stimolazione muscolare aumenta la temperatura locale che a sua volta stimola la vasodilatazione. Viceversa lo stimolo lipolitico indotto dalla dieta agisce prevalentemente a livello sistemico e soprattutto basandosi sulla soppressione dell’insulina favorisce la diminuzione del grasso a livello viscerale che da quest’ultima è prevalentemente condizionato. In effetti avvalendomi di questi due sistemi di valutazione, plicometrica e impedenziometrica con InBody 720, ho potuto monitorare i miei pazienti e rendermi conto anche di quanto realmente si attenessero al piano terapeutico. Mi spiego meglio, normalmente il mio approccio terapeutico consiste quasi sempre nella correzione degli stili di vita dove, ovviamente, la corretta alimentazione e l’attività fisica sono dei pilastri. Tramite queste rilevazioni incrociate mi accorgo se il paziente si è attenuto al protocollo oppure no. Nel momento in cui si segue il protocollo c’è un contemporaneo calo sia del grasso viscerale che del grasso sottocutaneo. Viceversa ci può essere la situazione di chi non segue la dieta però si allena e allora si potrà vedere un grasso viscerale invariato o aumentato a fronte di un grasso sottocutaneo diminuito, oppure la situazione in cui l’individuo ha seguito la dieta ma non l’allenamento e allora si vedrà un grasso viscerale diminuito a fronte di pliche invariate oppure addirittura aumentate nel caso il soggetto si stesse già allenando precedentemente e nell’occasione abbia invece sospeso gli allenamenti. Considerando anche che il grasso viscerale è anche sensibile al cortisolo la valutazione del grasso viscerale è anche utile per identificare alterazioni a questo livello che possano essere legati a problemi di sonno, scarso recupero, stress cronico.

Ho ritenuto interessante mettervi a conoscenza di queste mie esperienze perché le ritengo diverse da quelle solite e ognuno di voi, se vuole, può fare le sperimentazioni del caso, ma una cosa è certa, senza l’impedenziometro InBody 720 non avrei acquisito quella consapevolezza e conoscenza riguardo la fisiologia dell’organismo in funzione dell’aumento e della perdita del grasso corporeo e della massa muscolare.